E in generale cresce il numero di chi non ha religione
(Apcom) - Un'America in generale meno religiosa, e
in particolare meno cristiana. E' quanto emerge dal sondaggio
messo a punto dai ricercatori del Trinity College di Hartford, in
Connecticut: sondaggio che viene considerato, stando a quanto
riporta il Washington Post, tra quelli che meglio fotografano la
realta' religiosa degli Stati Uniti.
L'esito dello studio - condotto su un campione di piu' di 54.000
persone, nel periodo compreso tra febbraio e novembre del 2008 -
parla chiaro: il numero degli americani che si definiscono
"cristiani" e' sceso al 76% della popolazione, contro l'86% del
1990. Gli stessi cristiani, inoltre, preferiscono spesso usare
altri termini per definirsi: tra questi, quello di "evangelico".
Dal rapporto emerge anche un altro particolare, rappresentato
dal calo, anche, di chi si definisce protestante; in questo caso
la percentuale e' scesa infatti al 13%, dal 19% del 1990.
Aumentano invece gli americani che affermano di non avere alcuna
religione e che, secondo il sondaggio, rappresentano il 15% della
popolazione. Secondo gli esperti, e' alla crescita di questa
nicchia che deve essere attribuito il calo dei cristiani negli
Stati Uniti.
Un'altra curiosita': gli americani che si definiscono non
religiosi abitano soprattutto nel Vermont, stato in cui la
percentuale e' di ben il 34 per cento. (Apcom)
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09/03/09
04/03/09
SVIZZERA: ISLAM; SI FARA' REFERENDUM SU COSTRUZIONE MINARETI
GINEVRA - UN REFERENDUM DOVRA' ESSERE
ORGANIZZATO IN SVIZZERA PER PERMETTERE AI CITTADINI DI
PRONUNCIARSI PRO O CONTRO LA COSTRUZIONE DI MINARETI. LO HA
DECISO OGGI IL CONSIGLIO NAZIONALE, CORRISPONDENTE ALLA CAMERA
DEI DEPUTATI.
PER 129 VOTI CONTRO 59, SECONDO QUANTO HA RIFERITO L'AGENZIA
SVIZZERA ATS, I MEMBRI DEL CONSIGLIO NAZIONALE HANNO
PRECONIZZATO IL RIGETTO TRAMITE REFERENDUM DEL PROGETTO DI
DIVIETO SOSTENUTO DALLA DESTRA POPULISTA. IL DOSSIER DEVE ORA
ESSERE SOTTOPOSTO AL CONSIGLIO DI STATO (CAMERA ALTA).
I PARTITI DI SINISTRA VOLEVANO CHE IL CONSIGLIO NAZIONALE
INVALIDASSE IL PROGETTO DI REFERENDUM, MA LA PROPOSTA E' STATA
RESPINTA CON 128 VOTI CONTRO 53, AL TERMINE DI UN DIBATTITO DI
OLTRE CINQUE ORE NEL QUALE SONO INTERVENUTI UNA QUARANTINA DI
ORATORI.
PER I PARLAMENTARI SVIZZERI, IL POPOLO DEVE PRONUNCIARSI
ANCHE SE IL PROGETTO STIGMATIZZA I MUSULMANI E PONE DEI PROBLEMI
GIURIDICI. I DEPUTATI DEL PARTITO DELLA DESTRA POPULISTA UDC
RITENGONO CHE I MINARETI CONTRIBUISCANO A UNA "ISLAMIZZAZIONE
RAMPANTE" DEL PAESE.
ORGANIZZATO IN SVIZZERA PER PERMETTERE AI CITTADINI DI
PRONUNCIARSI PRO O CONTRO LA COSTRUZIONE DI MINARETI. LO HA
DECISO OGGI IL CONSIGLIO NAZIONALE, CORRISPONDENTE ALLA CAMERA
DEI DEPUTATI.
PER 129 VOTI CONTRO 59, SECONDO QUANTO HA RIFERITO L'AGENZIA
SVIZZERA ATS, I MEMBRI DEL CONSIGLIO NAZIONALE HANNO
PRECONIZZATO IL RIGETTO TRAMITE REFERENDUM DEL PROGETTO DI
DIVIETO SOSTENUTO DALLA DESTRA POPULISTA. IL DOSSIER DEVE ORA
ESSERE SOTTOPOSTO AL CONSIGLIO DI STATO (CAMERA ALTA).
I PARTITI DI SINISTRA VOLEVANO CHE IL CONSIGLIO NAZIONALE
INVALIDASSE IL PROGETTO DI REFERENDUM, MA LA PROPOSTA E' STATA
RESPINTA CON 128 VOTI CONTRO 53, AL TERMINE DI UN DIBATTITO DI
OLTRE CINQUE ORE NEL QUALE SONO INTERVENUTI UNA QUARANTINA DI
ORATORI.
PER I PARLAMENTARI SVIZZERI, IL POPOLO DEVE PRONUNCIARSI
ANCHE SE IL PROGETTO STIGMATIZZA I MUSULMANI E PONE DEI PROBLEMI
GIURIDICI. I DEPUTATI DEL PARTITO DELLA DESTRA POPULISTA UDC
RITENGONO CHE I MINARETI CONTRIBUISCANO A UNA "ISLAMIZZAZIONE
RAMPANTE" DEL PAESE.
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24/02/09
Israele - Spaccatura tra ebrei laici e ortodossi su cristianesimo
Dopo le recenti tensioni tra la Chiesa
cattolica e il mondo ebraico, provocate dalla revoca della
scomunica da parte del Papa al vescovo negazionista Richard
Williamson e dal programma satirico su Gesu' andato in onda nei
giorni su una tv israeliana, emerge una netta spaccatura tra
ebrei laici ed ebrei ortodossi in merito al loro atteggiamento
nei confronti del cristianesimo.
Secondo un sondaggio pubblicato dal sito web dello Yedioth
Ahronothe realizzato dall'Istituto Smith su un campione di 500
persone, la maggioranza degli israeliani di religione ebraica
ritiene che nelle scuole debbano essere insegnate nozioni sul
cristianesimo, ma non sul Nuovo Testamento, e che lo Stato debba
inoltre garantire la liberta' di culto ma non permettere agli enti
ecclesiastici cristiani di acquistare terreni a Gerusalemme.
Dal sondaggio risulta poi che per il 54 per cento degli ebrei
laici il cristianesimo e' piu' vicino all'ebraismo rispetto
all'Islam. Cosi' la pensa invece solo il 17 per cento degli ebrei
ortodossi, i quali ritengono in gran numero (il 48 per cento) che
l'Islam sia piu' vicino alla loro religione.
Il 60 per cento degli ebrei ortodossi e ultra-ortodossi si dice
poi disturbato dalla vista di una persona con indosso una croce,
mentre per la stragrande maggioranza dei laici (il 91 per cento)
questo non costituisce un problema.
Su quasi tutte le questioni i laici dimostrano dunque di avere
un approccio piu' aperto rispetto agli ortodossi. I primi sono ad
esempio in grande maggioranza (68 per cento) a favore
dell'insegnamento del cristianesimo nelle scuole (il 52 per cento
anche del Nuovo Testamento), mentre gli ortodossi e gli
ultraortodossi sono nettamente contrari (rispettivamente il 73
per cento e il 90 per cento).
cattolica e il mondo ebraico, provocate dalla revoca della
scomunica da parte del Papa al vescovo negazionista Richard
Williamson e dal programma satirico su Gesu' andato in onda nei
giorni su una tv israeliana, emerge una netta spaccatura tra
ebrei laici ed ebrei ortodossi in merito al loro atteggiamento
nei confronti del cristianesimo.
Secondo un sondaggio pubblicato dal sito web dello Yedioth
Ahronothe realizzato dall'Istituto Smith su un campione di 500
persone, la maggioranza degli israeliani di religione ebraica
ritiene che nelle scuole debbano essere insegnate nozioni sul
cristianesimo, ma non sul Nuovo Testamento, e che lo Stato debba
inoltre garantire la liberta' di culto ma non permettere agli enti
ecclesiastici cristiani di acquistare terreni a Gerusalemme.
Dal sondaggio risulta poi che per il 54 per cento degli ebrei
laici il cristianesimo e' piu' vicino all'ebraismo rispetto
all'Islam. Cosi' la pensa invece solo il 17 per cento degli ebrei
ortodossi, i quali ritengono in gran numero (il 48 per cento) che
l'Islam sia piu' vicino alla loro religione.
Il 60 per cento degli ebrei ortodossi e ultra-ortodossi si dice
poi disturbato dalla vista di una persona con indosso una croce,
mentre per la stragrande maggioranza dei laici (il 91 per cento)
questo non costituisce un problema.
Su quasi tutte le questioni i laici dimostrano dunque di avere
un approccio piu' aperto rispetto agli ortodossi. I primi sono ad
esempio in grande maggioranza (68 per cento) a favore
dell'insegnamento del cristianesimo nelle scuole (il 52 per cento
anche del Nuovo Testamento), mentre gli ortodossi e gli
ultraortodossi sono nettamente contrari (rispettivamente il 73
per cento e il 90 per cento).
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